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Sport e disabilità: una breve panoramica storica

L’attività sportiva sta lentamente tornando alla normalità, seppur con qualche limitazione data dai protocolli in uso: dato che la possibilità di praticare uno sport è un diritto per tutte e tutti, persone diversamente abili comprese, proviamo a fare una panoramica sulla storia di questa pratica sportiva.

Ludwig Guttman, neurologo, viene considerato il padre fondatore del movimento sportivo delle persone con disabilità: fu il primo medico che decise di promuovere lo sport come metodo principale di terapia. Nel 1944 venne nominato direttore del Centro Nazionale di ricerca sulle lesioni del midollo spinale dell’ospedale di Stoke Mandeville, cittadina nel cuore dell’Inghilterra: qui, visti gli ottimi risultati derivati dalla pratica sportiva, decise di organizzare i cosiddetti “Giochi di Stoke Mandeville”. Inaugurati nel 1948, i Giochi destarono un interesse crescente anche nei dirigenti del movimento olimpico, che tributarono al dottor Guttman, nel 1956, la Coppa Feanley, un premio dedicato a chi si distingueva per meriti eccezionali nell’espansione degli ideali olimpici.

Anche in Italia, dopo la Seconda Guerra Mondiale, si sviluppò il concetto di sport come terapia per i neurolesi: autore di questa rivoluzione fu Antonio Maglio, dottore in medicina e chirurgia, nominato nel 1957 Primario del Centro paraplegici di Ostia “Villa Marina”, luogo che divenne preso un punto di riferimento analogo all’ospedale inglese dove operava Guttman.

Nel 1960, a Roma, dalle volontà congiunte di Guttman e Maglio, nascono le Paralimpiadi, altrimenti dette giochi paralimpici: in Italia bisognerà però attendere il 2003 perché veda la luce la legge istitutiva del Comitato Italiano Paralimpico (legge n°189 del 15 luglio 2003) ed il 2004 per il successivo decreto di attuazione (Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 aprile 2004). Queste norme riconoscono pienamente la valenza sociale dell’organismo, che mira a garantire il diritto allo sport in tutte le sue espressioni «promuovendo la massima diffusione della pratica sportiva per disabili in ogni fascia di età e di popolazione», affinché ciascun disabile abbia l’opportunità di migliorare il proprio benessere e di trovare una giusta dimensione nel vivere civile proprio attraverso lo sport quale strumento di recupero, di crescita culturale e fisica nonché di educazione dell’individuo disabile e non.

Il prossimo appuntamento con le Paralimpiadi è quello di Tokyo: previste per il 2020, sono state spostate alla fine dell’estate 2021, dal 24 agosto al 5 settembre, a causa della pandemia da Coronavirus che ha scosso il mondo. 4.400 atleti per 537 eventi medaglia: ad ognuno la specialità per cui fare il tifo!

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