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Anziani e tecnologia: quali vantaggi

12 Giugno 2021

Con la recente pandemia e le misure di restrizione adottate, la tecnologia è diventata sempre più presente nelle nostre vite, anche in quelle dei più anziani. Come forma d’intrattenimento, certo, ma anche come mezzo per mantenere un collegamento coi propri cari. Personal computer, tablet e smartphone sono diventati strumenti d’uso abituale e internet è entrato prepotentemente nelle routine quotidiane della popolazione tutta. La buona notizia è che l’utilizzo dei dispositivi informatici e la frequentazione di internet può avere dei vantaggi per la terza età: vediamoli assieme.

Innanzitutto, questi strumenti sono un ottimo strumento per combattere la solitudine. Le app di messaggistica, la condivisione di foto e video, lo scambio di email e persino i social hanno moltiplicato le possibilità di contatto con i propri cari e la propria cerchia di amici, anche lontani. Ridurre il senso di isolamento della popolazione anziana e l’incidenza della depressione è un obiettivo di salute che può essere raggiunto anche attraverso una migliore alfabetizzazione digitale, senza però dimenticare le occasioni di contatto e socializzazione dal vivo!

Internet, inoltre, è una grande finestra sul mondo, da cui le persone più anziane possono restare informate sul mondo che le circonda, leggendo giornali e riviste online, informandosi sulle iniziative a loro più vicine. Attraverso internet ci si può anche documentare sui propri interessi o scoprirne di nuovi, attraverso siti di informazione ed educazione, a partire da YouTube.

Sicuramente, la padronanza di internet consente anche una grande autonomia nella gestione di operazioni bancarie o burocratiche, ormai sempre più informatizzate: ogni banca offre ai propri clienti la possibilità di monitorare il proprio conto e i propri risparmi attraverso l’area clienti del proprio sito, e la pubblica amministrazione ormai da anni sta spingendo verso la cosiddetta transizione digitale, a partire dalla creazione dello SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale.

Da casa, attraverso la tecnologia, si può anche monitorare il proprio stato di salute: accedere a prestazioni sanitarie, visualizzare i referti delle visite mediche, pagare il ticket… Sono già molte le ASL che consentono di accedere a questi servizi attraverso lo SPID o la tessera sanitaria.

Oltre ai vantaggi pratici già citati, l’utilizzo del computer può portare anche dei miglioramenti dal punto di vista della salute: lo sviluppo di nuove competenze mantiene infatti allenato il proprio cervello, migliora le capacità cognitive e mnemoniche e sembra poter ridurre l’impatto del declino cognitivo di tipo lieve che colpisce quasi il 40% degli anziani sopra ai 70 anni.

Bisogna però stare attenti ai possibili rischi connessi all’utilizzo di internet: truffe, malware e virus informatici possono colpire chiunque ed è per questo importante imparare a distinguere i siti affidabili da quelli a rischio. Un altro rischio è quello dell’assorbimento: quando si diventa appassionati si rischia di focalizzarsi in maniera esclusiva, togliendo tempo alla vita nel mondo reale e alle relazioni. è altresì utile sottolineare l’importanza di affiancare all’utilizzo di dispositivi quali PC, tablet e smartphone un po’ di movimento fisico: la ginnastica per il cervello è sicuramente più efficace se abbinata al moto.

Abbiamo visto che dispositivi quali PC, tablet e smartphone sono degli alleati che permettono di vivere una vita piena anche in tarda età, se utilizzati consapevolmente: ben venga dunque il loro utilizzo!

CUDE, Contrassegno Unificato Disabili Europeo: in arrivo un nuovo registro

3 Giugno 2021

Il contrassegno disabili è un utile strumento che serve a migliorare l’altrimenti difficile circolazione e sosta delle persone con disabilità alla guida che vogliano muoversi in macchina e può essere  richiesto ai sensi del Codice della Strada al comune di residenza. Negli ultimi giorni ci sono state importanti novità in merito all’adozione del CUDE, Contrassegno Unificato Disabili Europeo: vediamo assieme quali.

Il contrassegno europeo è stato introdotto dalla raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea n° 98/376/CE del 4 giugno 1998. La ratifica parlamentare italiana, tuttavia, è stata a lungo bloccata a causa dell’articolo 74 del Codice della Privacy (L. 196/03), che vieta l’esposizione di simboli o diciture.

Dal 15 settembre 2012, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 203 del 31 agosto 2012 del Decreto del Presidente della Repubblica n.151 del 30 luglio 2012, è entrato in vigore in Italia il nuovo contrassegno di parcheggio per disabili europeo, di cui è possibile far richiesta nel proprio comune di residenza.

Lo scorso 26 maggio la ministra per le disabilità Erika Stefani ha annunciato su Facebook: «stiamo lavorando per il registro del CUDE, una piattaforma nazionale informatica che consentirà finalmente di uniformare i permessi di circolazione dei titolari di contrassegno unificato disabili europeo, rendendo interoperabili le banche dati comunali». 

Proprio questo 3 giugno 2021, in Conferenza unificata era all’ordine del giorno la discussione sull’intesa sullo schema di decreto recante le procedure per l’istituzione della piattaforma unica nazionale informatica per il rilascio del Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE), decreto proposto dal Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, e sviluppato in collaborazione col Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro dell’interno.

L’intesa è stata alfine raggiunta. «Sono molto felice che la Conferenza unificata abbia raggiunto oggi l’intesa sul Registro CUDE: un progetto ampiamente atteso che oggi si avvia a compimento. Grazie a una nuova piattaforma informatica le persone con disabilità potranno circolare in tutte le città italiane, e relative ztl, con il proprio contrassegno. Semplificare, digitalizzare e ridurre prassi inutili: anche così si migliora la qualità della vita, si tutelano i diritti e si realizza una effettiva inclusione»: questa la dichiarazione della Ministra per le disabilità.

Anziani e movimento: qualche consiglio

1 Giugno 2021

Col ritorno della bella stagione, la voglia di uscire per fare una passeggiata aumenta: ecco dunque qualche consiglio per fare movimento in sicurezza, anche in età avanzata!

L’attività fisica, se praticata regolarmente, è uno dei modi più sicuri per migliorare il proprio stato di salute e allungare l’aspettativa di vita. Questo accade perché l’allenamento fisico aiuta a mantenere un buon equilibrio di salute del corpo e dei suoi sistemi, a rallentare il fisiologico processo di invecchiamento e a migliorare il tono dell’umore. Inoltre, l’attività fisica aiuta a preservare l’indipendenza funzionale in età avanzata e permette di mantenere una buona qualità di vita.

Il processo di invecchiamento comporta una graduale diminuzione delle capacità funzionali dei vari organi e un progressivo aumento delle malattie croniche, e la velocità del progresso di questo processo viene legata solitamente a tre fattori principali: la componente genetica, lo stile di vita e i fattori psicologici. Mentre sulla componente genetica non è possibile agire, sui fattori esterni e psicologici è invece raccomandabile lavorare, modificando dei comportamenti allo scopo di rallentare il processo di invecchiamento.

L’attività fisica, da sola, è in grado di diminuire il rischio di mortalità per qualsiasi malattia: in particolare, per gli anziani, può aiutare a ridurre il rischio di malattie coronariche, ictus, alcuni tipi di cancro e diabete. Attraverso il movimento si può prevenire l’osteoporosi post-menopausa e ridurre così il rischio di fratture osteoporotiche. Anche la funziona immunitaria generale è migliorata dall’esercizio fisico, così come la salute mentale: l’esercizio produce endorfine, che agiscono come antistress e ci fanno sentire più felici. Svolgerlo in compagnia, poi, aiuta a combattere la depressione e l’isolamento.

Ma come muoversi in sicurezza? Innanzitutto, è fondamentale parlare col proprio medico per valutare il proprio livello di forma fisica e le proprie condizioni di salute che potrebbero influire sulla capacità di svolgere un’attività fisica regolare in condizioni di sicurezza.

Esercizio aerobico, rafforzamento muscolare e allenamento della flessibilità e dell’equilibrio: ecco un buon programma per impostare un allenamento leggero ma regolare. L’attività aerobica si riferisce ad esercizi che richiedono l’apporto di ossigeno verso i muscoli e che allenano cuore e polmoni: occupazioni quali camminate, giri in bicicletta, nuoto sono ottimi esempi di questo tipo di allenamento, così come l’utilizzo di tapis roulant o cyclette. L’allenamento di forza si può portare avanti tramite attività a corpo libero, fasce elastiche o pesi leggeri e alcuni esercizi di yoga. Importante è poi allenare la flessibilità di tutte le fasce muscolari, allungandoli dopo l’attività fisica, e l’equilibrio: questi esercizi si sono rivelati efficaci nella prevenzione delle cadute nelle persone anziane.

Anche l’Oms, a partire dai primi anni del 2000, ha tracciato una strategia di promozione della salute e valorizzazione della persona ultra64enne: è indicata come «Active ageing», dove con questa espressione si intende una concezione dell’invecchiamento volta a promuovere il mantenimento delle capacità fisiche, intellettive, lavorative e sociali dell’anziano, visto come una risorsa per la società e non solo come portatore di bisogni.

Una bella passeggiata all’aperto in compagnia di amiche e amici, alcuni esercizi di allungamento e dei passi di danza: ecco un bel programma possibile per questi pomeriggi estivi, facendo attenzione a mantenere un adeguato livello di idratazione e a non esagerare con l’esposizione al sole e al calore. Buona salute a tutte e tutti!

Sport e disabilità: una breve panoramica storica

20 Maggio 2021

L’attività sportiva sta lentamente tornando alla normalità, seppur con qualche limitazione data dai protocolli in uso: dato che la possibilità di praticare uno sport è un diritto per tutte e tutti, persone diversamente abili comprese, proviamo a fare una panoramica sulla storia di questa pratica sportiva.

Ludwig Guttman, neurologo, viene considerato il padre fondatore del movimento sportivo delle persone con disabilità: fu il primo medico che decise di promuovere lo sport come metodo principale di terapia. Nel 1944 venne nominato direttore del Centro Nazionale di ricerca sulle lesioni del midollo spinale dell’ospedale di Stoke Mandeville, cittadina nel cuore dell’Inghilterra: qui, visti gli ottimi risultati derivati dalla pratica sportiva, decise di organizzare i cosiddetti “Giochi di Stoke Mandeville”. Inaugurati nel 1948, i Giochi destarono un interesse crescente anche nei dirigenti del movimento olimpico, che tributarono al dottor Guttman, nel 1956, la Coppa Feanley, un premio dedicato a chi si distingueva per meriti eccezionali nell’espansione degli ideali olimpici.

Anche in Italia, dopo la Seconda Guerra Mondiale, si sviluppò il concetto di sport come terapia per i neurolesi: autore di questa rivoluzione fu Antonio Maglio, dottore in medicina e chirurgia, nominato nel 1957 Primario del Centro paraplegici di Ostia “Villa Marina”, luogo che divenne preso un punto di riferimento analogo all’ospedale inglese dove operava Guttman.

Nel 1960, a Roma, dalle volontà congiunte di Guttman e Maglio, nascono le Paralimpiadi, altrimenti dette giochi paralimpici: in Italia bisognerà però attendere il 2003 perché veda la luce la legge istitutiva del Comitato Italiano Paralimpico (legge n°189 del 15 luglio 2003) ed il 2004 per il successivo decreto di attuazione (Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 aprile 2004). Queste norme riconoscono pienamente la valenza sociale dell’organismo, che mira a garantire il diritto allo sport in tutte le sue espressioni «promuovendo la massima diffusione della pratica sportiva per disabili in ogni fascia di età e di popolazione», affinché ciascun disabile abbia l’opportunità di migliorare il proprio benessere e di trovare una giusta dimensione nel vivere civile proprio attraverso lo sport quale strumento di recupero, di crescita culturale e fisica nonché di educazione dell’individuo disabile e non.

Il prossimo appuntamento con le Paralimpiadi è quello di Tokyo: previste per il 2020, sono state spostate alla fine dell’estate 2021, dal 24 agosto al 5 settembre, a causa della pandemia da Coronavirus che ha scosso il mondo. 4.400 atleti per 537 eventi medaglia: ad ognuno la specialità per cui fare il tifo!

Disabilità e vaccinazioni: il punto della situazione

14 Maggio 2021

Il Generale Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid, ha firmato settimana scorsa una nuova ordinanza, la n. 8/2021, che disciplina la prenotazione delle vaccinazioni per le persone con disabilità e i loro caregiver nelle varie regioni.

La vaccinazione dei soggetti più anziani procede speditamente: gli over 80 sono infatti in testa alla classifica del numero dei vaccini somministrati per categoria. Al secondo posto sono i Soggetti Fragili e Caregiver, su cui si è focalizzata l’attenzione del Commissario: l’ordinanza appena uscita, infatti, prevede che le Regioni e le Province Autonome debbano provvedere «con immediatezza» ad attivare un portale pubblico telematico di prenotazione della seduta vaccinale «dedicato alle persone con disabilità grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992 e ai familiari conviventi, assistenti (caregiver), genitori/tutori/affidatari» (art. 1). A questo andrà affiancato un servizio di assistenza telefonica alla prenotazione, complementare al portale.

Il sistema di prenotazione sarà accessibile tramite il Codice fiscale e il numero di Tessera Sanitaria della persona con disabilità grave, e permetterà di prenotare la seduta vaccinale per sé e per i familiari conviventi, per i genitori, tutori o affidatari e due assistenti (caregiver): il numero dei caregiver potrebbe essere esteso in situazioni specifiche, che verranno valutate singolarmente.

Questo servizio sarà utile anche a soggetti non vaccinabili per controindicazioni sanitarie o perché minori (che non abbiano, per esempio, vaccini indicati per la loro fascia di età): a questi sarà comunque garantito l’accesso per poter prenotare la vaccinazione per familiari conviventi, genitori, tutori o affidatari e caregiver.

Il secondo articolo dell’ordinanza riguarda le persone disabili impossibilitate a recarsi presso le sedi vaccinali: anche per loro e per i familiari conviventi e caregiver è prevista la possibilità di ricevere la vaccinazione, attraverso speciali team vaccinali inviati a domicilio.

Anziani e coronavirus: come passare le giornate a casa

26 Ottobre 2020

L'emergenza sanitaria del Coronavirus sta modificando le abitudini e le attività quotidiane di tutte le persone, primi fra tutti gli anziani che sono invitati a non uscire di casa e a limitare il più possibile i contatti sociali.

Coronavirus e disabili: tutte le misure straordinarie

26 Febbraio 2020

La presenza del Coronavirus o Covid 19 in Lombardia e Veneto ha portato all'adozione di misure straordinarie per contenere il contagio e preservare così anche le persone più deboli come disabili e anziani.

City4Age il progetto europeo per la mobilità degli anziani e dei disabili

14 Febbraio 2020

City4Age è un progetto coordinato dal Politecnico di Milano, approvato dall'Unione Europea e finanziato da Union's Horizon 2020 per migliorare la mobilità e l'accessibilità ai servizi socio-sanitari di anziani e disabili.

7 e 8 febbraio a Torino UNIDANS: disabilità e danza

5 Febbraio 2020

Si terrà a Torino e a Collegno l'evento italiano di UNIDANS, il progetto europeo che intende valorizzare l'inclusione dei disabili attraverso la danza.

Sanremo Accessibile, anche in lingua Lis per i sordi

4 Febbraio 2020

Inizia oggi il Festival di Sanremo e per la prima volta sarà un Sanremo Accessibile, trasmesso indiretta anche nella lingua dei segni e reso accessibile anche alle persone sorde.

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